Come Pirandello sono figlia del Caos.
Non mi è dato sapere se sono nata quel giorno in cui qualcuna mi partorì o se, nell'atto del primo respiro, io già morivo senza accorgermi di niente che non fosse il bisogno di latte e di carezze di mamma.
Ancora non so chi, insieme al Caos, mi abbia generato.
Non so dove andrò, né da dove vengo.
Non so il perché dell'esistenza del mio pensiero, né potrò mai capire cosa mi spinga a cercare risposte alle domande che mi abitano la mente e il cuore da sempre e che nessuno pare conoscere.
Confido nel ritorno al Caos. Il desiderio di tornare alla Sorgente è forte perché l'assenza di ogni certezza è un dolore profondo.
Vivo qui, nel mio studio che ha una porta che si affaccia sul giardino dove profumano fiori spontanei e dove l'elicriso, la mia pianta sacra, attira le poche api che trovano la strada per arrivare qui.
Sto immobile, seduta rivolta ad est e aspetto l'alba.
Ho, come sempre, sete di aurora.